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Lezione del  08/05/2002

Liquefare

Frank Owen Gehry nasce nel 1929 a Toronto, da famiglia ebrea. Tutto ruota attorno alla famiglia del nonno, che si chiamava Owen. Gehry ha lavorato nel negozio di ferramenta del nonno. Era ebreo, povero, emarginato soprannominato in modo irrisorio "Fish". Si muove con la famiglia in California. Non va mai nei suburbi, ma va a vivere nel centro città, dove vivono i poveri. Ha qualche contatto con il cinema.
Si iscrive ad Architettura. Si sposa con una donna che lo sostiene negli studi peraltro costosi.
Lavora nello studio di Bruèn, molto solido professionalmente parlando. Negli anni '50 prende una specializzazione in urbanistica. Prende un master ad Harvard e lo mette nel cassetto. Ritorna a Los Angeles da Bruèn. Decide di andare a lavorare a Parigi da. Parte con la moglie e due figli e vi rimane per circa un anno. Questo gli dà l'opportunità di viaggiare e di conoscere molte cose.
Nel '62 a Los Angeles apre uno studio a suo nome. Fa anche il militare a metà degli anni '50 e costruisce alcune case. Se vediamo i primi lavori dello studio di Gehry, la produzione è assimilabile ad un professionismo serio, socialmente integrato, non eccelso, dell'ambiente americano. Tutto questo si basa sul rimuovere la sfera del proprio io per prendere il lobo razionale, pragmatico, costruttivo. Era un architetto tradizionale e frenato, "era uno dei nostri".

1. Come faccio ad avere un volume pieno e a dargli tensione?....operazione della proiezione.
2. Azzeramento. Negli anni '70 aveva progettato dei mobili in cui riconosciamo subito Gehry. Entra in analisi da uno psicologo. Il matrimonio durato vent'anni va in crisi. Inizia una nuova casa, una nuova famiglia e scarnifica lo studio che aveva trenta, quaranta addetti.
3. Acquista una casa olandese e la avvolge con una struttura a forma di elle. Siamo nel '78, l'operazione è quella dell'assemblare.
Usa la rete in tutti i modi e dovunque. I disegni non sono veri e propri disegni, ma caricature, esagerano alcuni aspetti.
 
 


Casa Gehry, Santa Monica 1978




Dobbiamo capire quale è il meccanismo formativo. La pop-art l'espressionismo astratto americano c'era in arte, ma non in architettura.
La pop-art è un fenomeno europeo, ha molte anime. L'espressionismo astratto americano lavora nell'assemblaggio, nella violenza della materia e dei materiali. Sta nell'aria, ma non esiste in architettura. La pop-art in architettura aveva avuto un certo rapporto con l'architettura di Venturi.
Questo filone invece è attaccato alla materialità, alla matericità (cfr. cheapscape).
La parola chiave di tutti gli architetti è il contesto. Gehry ci invita a fare attenzione al fatto che il contesto non era quello in cui ci si credeva di essere, ma è quello periferico, caotico.

Spaziare.
Comincia a nascere un'altra idea formativa. Charles Moore comincia a studiare l'architettura nello spazio intercluso, studia in particolare Villa Adriana. Da qui il vuoto metrico, non è più la forma pura nella luce di Le Corbusier.
La forma comincia ad essere evocativa. Un esempio a questo proposito è il piccolissimo Padiglione per ospiti (Minnesota, 1983, 1987). Qui non c'è il cheapscape. Vari oggetti hanno una caratteristica evocativa. La pianta è minima, è costituita da due camere da letto intorno ad uno spazio.


Padiglione per ospiti

Sfrutta il meccanismo dalla trasfigurazione. La chiesa romanica o tempio vengono esagerati, scarnificati. La colonna rappresenta la trasfigurazione del tempio.


Loyola Law School

Separare.
Siamo a metà degli anni '80.Viene a contatto con Oldenburg. Inserisce nella composizione elementi presi da altri contesti, che costituiscono degli oggetti evocativi di secondo livello: l'aereo evoca direttamente; il binocolo progettato da Oldenburg, per gli ufficiChiat/Day/Mojo, è un macro-oggetto evocativo; lo è anche il pesce del ristorante Fishdance a Kobe, in Giappone. Tutto ciò non è dissimile dalla creazione dello spazio intercluso del periodo barocco (cfr.barcaccia di Piazza di Spagna).
 
 

                                                                      Uffici Chiat/Day/Mojo                              Ristorante Fishdance
 

Nei primi anni '90 inizia ad addentrarsi nell'informatica.L'architettura evocativa del Centro commerciale e Piazza del Villaggio Olimpico di
Barcellona segna la fine della fase del separare.


Centro commerciale e Piazza del Villaggio Olimpico di Barcellona




Nella biblioteca Francis Goldwyn, ad Hollywood usa la simmetria, che rappresenta il momento di pausa nella lettura. Ha una strutturazione della simmetria aperta.


Biblioteca Francis Goldwyn

Nella mostra dell' 86 espone microarchitetture evocative. E' una prima celebrazione di un percorso evocativo (la successiva dell' 88 è quella sul Decostruttivismo).

Fondere.
Non c'è ricerca artistica senza rischio. E il rischio in questo caso è il seguire un'altra strada formativa. Le masse, i volumi tendono a collidere, a fondersi tra di loro come se fossero operazioni booleane.
Nel Museo d'Arte Moderna di Minneapolis i volumi sono troncati, che è un approccio diverso dal solo fondere.
L'auditorium deve essere una cassa accordabile. Qui lavora per spazi serventi e spazi serviti.


Museo d'Arte Moderna, Minneapolis

Per quanto riguarda il Museo Guggenheim di Bilbao, nel maggio del 1991 Gehry sceglie l'area.  E sceglie l'area più caotica della città, un'area dismessa.


Museo Guggenheim, Bilbao

La pittura cubista è una pittura anticornice, antiprospettica.
La scultura futurista vuole essere antipiedistallo. E' una scultura in grado di dinamizzare lo spazio intorno a sè. Le linee forza della scultura futurista servono a scuotere lo spazio circostante, il contrario del monumento che è immobile.
In Gehry architettura e scultura non si fondono, ma un certo atteggiamento scultoreo diventa un principio di architettura (cfr. Boccioni).

In tale museo dobbiamo prendere in considerazione prima di tutto il concetto di urbanscape, poi il concetto del fondere, dello spazio intercluso, della traiettoria, delle traiettorie lanciate nello spazio (la torre sembra quasi incuneare il ponte) e dell'iperfunzionalismo. Ritroviamo quest'ultimo nel raggelamento dell'idea di funzione del Guggenheim di Wright, secondo il quale il museo deve funzionare come una rampa. Il G. di Wright è espressione della funzionalità che diventa architettura. Infatti se variamo dei parametri non funziona più.
L'edificio di Gehry funziona molto bene. Infatti gli incuneamenti, per esempio non sono fatti per essere plastici, ma sono fatti per aprire al massimo la funzionalità dello spazio.

Liquefare.


Casa lewis, 1989-1995

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